Come selezionare la giusta location per il tuo negozio in franchising ed evitare di scontrarti in una guerra dei prezzi?

Ciao e benvenuto!

Oggi ti voglio parlare di alcune decisioni che devi prendere, e come farlo, per mettere in piedi un franchising di successo da zero, senza scontrarti in una guerra dei prezzi con i tuoi competitor, rischiando così di fallire e mandare all’aria tutto ciò per cui hai lavorato.

Il modo migliore per capire in che modo agire, è prendere spunto da chi è riuscito al meglio in questo: il marchio “Blooker”, guidato nel progetto franchising da Vittorio De Palma.

Devi sapere infatti che questa azienda è storica in quanto opera nel settore dell’abbigliamento da più di 50 anni.

Prosegui la lettura per approfondire come l’evoluzione del mercato e le esigenze del business model interno, hanno spinto questa azienda ad evolversi… inizialmente nel diventare un brand di successo nella rivendita del loro prodotto, per poi aprire più punti vendita diretti con il loro nome.

Comprenderai come determinate dinamiche restano le stesse, pur variando il prodotto/servizio, e di conseguenza come applicarle al tuo caso specifico.

La visione dell’azienda “Blooker”.

Come anticipato, questa azienda campana ha origini piuttosto antiche: nella sua storia ha alla base la sartoria partenopea come DNA.

È nata nel 1950… tuttavia, i cambi generazionali hanno portato l’azienda ad accorgersi, in particolare nel 2000, che le tendenze dell’abito classico andavano modificandosi nel quotidiano.

Di conseguenza nel 2001 è nata l’idea di avvicinarsi ad un abbigliamento elegante ma sportivo, molto connotato e alla portata di tutti.

Questa visione si è poi sviluppata ufficialmente nel 2007 è diventata un vero e proprio marchio: Blooker è un marchio nato nel 2001 ma ha iniziato a camminare nel 2007.

La gestione è oggi seguita da fratello e sorella, entrambi di 40 anni, che si sono mossi affinché l’uomo potesse vestirsi Blooker, sia per andare a lavorare che nel tempo libero.

Questa è stata l’idea alla base di tutto.

Solo dopo, nel 2011, Vittorio è entrato a far parte del team e ha incominciato ad elaborare il progetto franchising, che oggi si è sviluppato molto in quanto la loro rete è formata da 70 negozi presenti in tutta la nazione, e ha come obiettivo quello di diventare un brand solido con 200 punti vendita, entro il 2025.

Come è nata nello specifico l’idea di diventare un franchising?

Ti riporto di seguito le parole di Vittorio, che non può essere stato più chiaro nell’affermare che il franchising era il modello di business più adatto alle esigenze dell’impresa.

“L’idea è nata a causa del modello utilizzato in precedenza, la distribuzione, ovvero la mera vendita ai commercianti che a loro volta proponevano il prodotto all’utilizzatore finale.

È da qui che abbiamo notato che la richiesta del nostro prodotto era sempre maggiore.”

È dal presente, da dati precisi, studiati e confrontati, che devi capire quali migliorie apportare affinché la TUA attività abbia maggiore successo nel futuro…

Non è finita qui però: non basta scegliere di diventare un franchising e fin da subito proseguire in questa direzione.

“Un giorno, in seguito alla molta richiesta, il proprietario ha avuto l’intuizione di realizzare un primo store, nato nella provincia di Caserta nel 2011.

Questa sperimentazione è stata un test.”

Il franchising si è sviluppato in seguito AD UN TEST.

“Solo in seguito all’esperienza diretta positiva abbiamo acquisito il know-how per iniziare a costruire il modello in franchising. e di seguito abbiamo aperto altri 4 negozi in altre 4 zone d’Italia, sempre di proprietà, affinché il test fosse veritiero in ogni suo aspetto.

Dopo aver ottenuto risultati confortanti, si poteva parlare di avviare realmente il progetto franchising!”

Voglio farti notare come anche un’azienda storica può riuscire, anche attraverso il cambio generazionale, a creare una sorta di spin-off, un’azienda parallela, idealmente di tendenza.

Il passaggio importante sul quale ti invito a riflettere però, è che l’azienda è passata dalla vendita a distribuzione, alla vendita al dettaglio.

In seguito, con l’apertura di alcuni punti di vendita diretti, si è arrivati al percorso franchising… ma solo dopo aver testato questa formula!

Cosa devi ricavare, per te stesso e la tua azienda, da questo caso di successo?

Molto spesso le aziende saltano da un mercato all’altro, dalla distribuzione alla vendita al dettaglio…

In questo caso, in seguito ad un cambio generazionale, ma i motivi possono essere differenti: una riduzione della marginalità nel campo della distribuzione, per comunicare qualcosa di nuovo, una vision, un modo di vedere il mondo diversamente.

Affinché questo funzioni però devi rendere chiara a tutti, sia ai tuoi clienti che ai tuoi affiliati, qual è la leva differenziante del tuo prodotto/servizio.

Il caso di successo di Blooker mi ricorda un esempio comune molto conosciuto, che è quello della CREAZIONE DI UN ECOSISTEMA, come lo è ad esempio Apple.

Perché oggi dovremmo comprare un iPhone o un Mac?

Perché ha delle caratteristiche tecniche particolarmente avanzate?

No, anzi.

Molto probabilmente ha delle caratteristiche che sono peggiori rispetto a tanti altri telefoni di altri marchi; tuttavia ha quella velocità e intuitività che non possiede un qualsiasi altro software.

Il fatto di creare un ecosistema, formato da hardware e software, è quello che oggi contraddistingue il successo e lo status di Apple.

Nel voler comprare Apple, si sposa un marchio che in qualche modo vuole, nell’usarlo e mostrarlo alle persone che si hanno intorno, trasmettere e raccontare qualcosa di sé.

C’è un parallelismo molto forte con il progetto di Blooker: questa è la loro visione, ovvero il fatto che l’uomo vestirà Blooker nei prossimi anni.

La persona in questione attraverso l’abbigliamento che sceglie, riesce a trasmettere alle persone che ha intorno una visione particolare, l’ideale dell’essere sempre attento alla moda e allo sport, ma senza essere eccessivamente formale.

Tuttavia, i problemi NON finiscono qui…

Come evitare di scontrarsi in una guerra dei prezzi?

Vittorio ci racconta che per la loro azienda, la maggiore criticità, è stata proprio evitare di essere paragonati per merceologia e prezzo: “un pantalone è un pantalone”…

Per evitare di essere confrontati in base ai prezzi, hanno effettuato un’analisi del mercato, e affinché la loro idea fosse realmente compresa sono giunti alla conclusione che il loro marchio era poco adatto ai centri commerciali.

Questa è stata la prima grande scrematura: oggi l’85% dei negozi Blooker sono situati nei centri città.

Il centro commerciale serve per dare notorietà, ma come risultato economico non ha lo stesso tipo di filosofia di un negozio singolo presente in una via del centro.

Questa è una riflessione importante per chi oggi si trova a voler espandere la propria idea nel franchising: capire dove scegliere la location per evitare di scontrarsi in una guerra dei prezzi.

E quindi…

Come scegliere la giusta location per la tua attività in franchising?

Vittorio afferma che, per tale decisione, hanno scelto di avvalersi dell’ausilio di chi è più esperto, ragionando secondo l’idea per la quale ognuno deve essere consapevole e destinato ad un determinato compito, per il quale è qualificato.

L’agenzia di geolocalizzazione sicuramente, meglio di chiunque altro, individua, in base ad una serie di elementi, come ad esempio ai competitor presenti, alla zona più qualificante e via dicendo… aree differenti, che tra loro a volte distano solo pochi metri.

Prendendo come esempio Blooker, una zona troppo tecnica può non essere adatta perché ha prodotti troppo specializzati; allo stesso tempo non sarà ideale una zona con trend da ragazzi, in quanto troppo aggressivi.

Il tuo obiettivo quindi è quello di far comprendere a chi ha maggiore competenza in questo campo, quali sono i fattori che caratterizzano il tuo marchio.

In seguito saranno loro ad individuare la zona adatta nella quale posizionarti e potrai quindi lavorare con i tuoi partner e scegliere la location precisa nella quale aprire il tuo negozio.

Questo significa che a volte è meglio aspettare prima di aprire, per posizionare il negozio nella location giusta, piuttosto che farsi trascinare dal desiderio e scendere a compromessi.

Se sei già in questa situazione e hai commesso degli errori ti assicuro che questo non è un problema: è un segnale di grande forza e di trasparenza.

L’azienda perfetta NON esiste: chiunque ha commesso e commette degli errori.

Il punto sta nel riuscire a capire quanto quegli errori inficiano il progetto finale affinché tu possa effettuare le giuste scelte, anche dolorose, per far crescere il tuo progetto.

Il franchising non è una pianta finta, ha bisogno di essere continuamente curata, annaffiata, concimata e di essere protetta quando ci sono delle situazioni meteorologiche molto forti.

In questo paragone devi comprendere quali sono gli elementi che caratterizzano il buon franchising, che non è portato avanti da chi non sbaglia mai, ma da chi nonostante ha progettato sulla carta determinate cose, commette degli errori, fa un passo indietro, ripianifica tutto e riparte più forte di prima.

Reting è qui per prepararti ad affrontare questo percorso: vogliamo essere un’espressione del buon franchising, di un piano di espansione sano che dura nel tempo ed è qui per restare.

E per aiutarti in questo percorso abbiamo creato un questionario di 20 domande che ti farà comprendere se la tua attività può essere trasformata in un franchising, espandersi a livello territoriale e creare un business plan con altri imprenditori.

Clicca sul seguente link:

reting.franchisingmodel.it/main/questionario_nuovo.php

Affidati a Reting: troverai tutte le informazioni che ti servono per volare sempre più in alto!

A presto,

Enrico Tosco.